Villanova capofila per l’incontro con Vera Vigevani Jarach

Venerdì 22 gennaio, all’Istituto d’Istruzione Superiore Pertini di Camposampiero, farà tappa la rassegna del programma Memoriae dedicato, appunto, alla memoria. L’evento è stato organizzato dal tavolo degli assessori e promosso dalla nostra giornalista Martina Mazzaro, cittadina di Villanova, e dall’assessore alla cultura Federica Carraro: «E’ importante ricordare che nella nostra memoria, oltre alla terribile strage ebraica, ci sono state altrettante terribili storie che, purtroppo, non vengono spesso raccontate – spiega l'assessore – tra cui la dittatura Videla in Argentina, il genocidio degli armeni, le foibe. La signora Vigevani è un libro aperto: è una grande occasione per i ragazzi di ascoltare una persona ricca di bellezza, nonostante abbia dovuto subire così tanto dolore».
Durante la mattinata, gli studenti avranno l’occasione di conoscere e di ascoltare Vera Vigevani Jarach, la donna che nella sua vita dovette superare i più terribili mali causati dall’uomo. Vera è nata del 1928 a Milano, e all’età di dieci anni dovette fuggire in argentina per scampare alle leggi razziali contro il popolo ebraico, che le impedivano di andare a scuola e di avere una vita normale. Il suo nonno, invece, fu deportato ad Auschwitz. A Buenos Aires, la giovane Vera dovette affrontare la dittatura Videla. Una “guerra sporca”, come venne chiamata, caratterizzata dalla violazione dei diritti umani e civili nei confronti della popolazione, ha distrutto la vita di troppi civili, ricorrendo alla tortura, agli omicidi, alle sparizioni. E la giovanissima Franca Jarach, figlia di Vera e del marito Giorgio, fu una delle tante “desparaecidos”. Franca scomparve il 26 luglio 1976. Aveva diciotto anni. Di lei non si seppe più nulla fino a poco tempo fa: «Mia figlia è stata catturata e gettata viva da un aereo», racconta la madre. E assieme a Vera, tante madri e nonne di queste giovani vittime si riunirono in un grande gruppo conosciuto come le Madres de Plaza de Mayo. «Mi piace definirmi una “militante della memoria”, la mia testimonianza è una lotta per la creazione di una memoria condivisa, affinché nessuno dimentichi ciò che è accaduto in passato», continua Vera. I viaggi nel mondo per portare la sua voce anche a chi è più lontano sono la dimostrazione stessa che un mondo migliore è possibile. E’ importante che tutti, in particolare i giovani, acquistino la consapevolezza di tutte le atrocità che l’uomo ha compiuto nei secoli, con la speranza di non ripetere in futuro gli stessi errori. Ed è questo il motivo che porterà Vera alle scuole di Camposampiero, proprio per far capire ai giovani, il futuro della nostra società, che per vincere il male è necessario capire che cos’è, e nonostante possa essere terrificante, non bisogna mai smettere di credere nella forza del bene, e nella bellezza che può portare. «Siamo entusiasti di ospitare una persona di rilevanza internazionale, siamo contenti che un’ospite come lei, che è stata intervistata persino dal Corriere della Sera e a Che tempo che fa di Fabio Fazio, abbia scelto di fare una tappa anche dai nostri studenti di Camposampiero – aggiunge l’assessore Carraro –. Sarà una bellissima occasione di incontro e di scambio».

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