Una testimonianza rivolta agli studenti conclude la rassegna “Memoriae”

E' stato l'inno d'Italia a introdurre le storie e le testimonianze di Nidia Cernecca e Luigi D'Agostini per il dramma italiano dimenticato di Istria, Fiume, Dalmazia in Auditorim al Newton di Camposampiero, terminando così la rassegna “Memoriae” organizzata dagli assessori alla Cultura dei Comuni del Camposampierese con il patrocinio della Provincia di Padova e in collaborazione con la Rete BiblioAPE.
“Vorrei poter parlare di qualcosa di divertente – ha esordito Nidia Cernecca rivolgendosi agli studenti - e invece voglio far presa sulle vostre coscienze perché anche se la storia non entusiasma molto i giovani, non è un dovere studiarla, è un diritto”. E’ iniziato così la testimonianza diretta sulla storia di questa terra istriana, che ricorda la forma del cuore, dove il paesaggio è dominato dai tre colori della bandiera italiana: l’Istria rossa per lo strato di terra ricca di bauxite che si deposita sopra le rocce calcaree, nella zona meridionale, l'Istria bianca nella zona settentrionale e orientale caratterizzata dalle rocce carsiche e l'Istria verde ricca di boschi che occupa la parte centrale. Una terra bella e sfortunata, che ha assistito a un’operazione di “pulizia etnica” e a crimini contro l'umanità.
D’Agostini ha anche tracciato un sintetico excursus storico attraversando 22 secoli di storia istriana, dall’epoca romana, nel 229 a.C. a oggi. “Grazie alla legge del 30 marzo 2004, numero 92 – ha spiegato - la Repubblica Italiana ha riconosciuto il 10 febbraio come il "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati, prevedendo iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi”. Tragici eventi che non lasciano traccia nei libri di scuola a così i testimoni continuano a diffondere la Storia dimenticata di una terra d'Italia ingiustamente perduta. “E’ giusto che voi sappiate – ha concluso Nidia Cernecca - perché i giovani sono il futuro e dovete difendervi da quello che provoca dolore, ingiustizie, guerre, perchè la non cultura porta a commettere tantissimi errori e perchè l'umanità dica basta. Voglio scrivere questo libriccino per ricordarmi della rovina dell'Istria così a otto anni scrissi nella prima pagina del mio diario segreto. Avevo sette anni e a sette anni si gioca, ma mi portarono via il papà tirato da una catena di buoi. Aveva solo 43 anni. Lo vide solo mamma, e sulla schiena la sua croce, e un sacco di pietre con le quali fu lapidato nel bosco. La sua colpa? Essere Italiano. Passarono cinquant'anni prima che sapessi cosa successe. E così, nella notte più buia dei tempi, il 3 ottobre 1943, dalla sera al mattino i grandi divennero poveri e i bimbi divennero grandi. Dovemmo rinunciare a tutto perchè ci tolsero la patria. Nella vita c'è sempre un giorno che ti cambia e il mio è stato il 3 ottobre 1943. A distanza di settantanni abbiamo ancora una crisi d'identità, per chi non conosce la nostra storia siamo o croati, sloveni, serbi o extra comunitari, ma noi siamo "più italiani di voi" perchè siamo italiani per nascita e per scelta come esilio”.

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