Un detenuto del carcere Due Palazzi di Padova si aggiudica il Premio letterario Silvano Belloni

Quando letteratura e realtà si incontrano, molto spesso ciò che ne esce assomiglia all'arte, ne esprime le emozioni, ne accoglie la suggestione. 

La sensazione che si prova leggendo il racconto "Lo chiamavano Lord Brummel" di Angelo M.  e' proprio questa: realtà e azione si fondono a creare un affresco in cui i colori dominanti sono l'amicizia, l'avventura, ma anche il senso dell'ineluttabile e la consapevolezza degli errori da cui non si ritorna.

Il protagonista del racconto è un personaggio realmente vissuto, un bandito "romantico" originario di Villanova di Camposampiero, una persona in carne ed ossa in cui convivono aspetti picareschi ed un animo dandy che lo rendono più irreale di un personaggio romanzesco.

Romeo, questo il suo nome, incontra il crimine per caso, in una banca svizzera in cui si trova ad agire quasi inconsapevolmente. Sembra di vedere un rapinatore uscito dalla penna di Simenon, in realtà ciò che viene raccontato è tutto reale, come il prosieguo della sua vicenda che lo porterà negli anni successivi a incontrare gioie e dolori, fino all'esperienza del carcere, in cui conoscerà l'autore del racconto, che ne ha raccolto le confidenze.

In un racconto in cui e' proprio il realismo ad esser il valore aggiunto, al lettore rimane l'amaro in bocca per quella ricerca inesaudita di giustizia  che anima Romeo per tutta la vita: per chi ha commesso un errore, purtroppo, non c'è comprensione, ed il sentiero per una vita onesta si rivela scosceso e pieno di ostacoli.

Con questo racconto che ha riscosso l'unanime consenso della giuria, Angelo M. si è aggiudicato la terza edizione del Premio letterario nazionale Silvano Belloni, promosso dal comune di Villanova di Camposampiero, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta venerdì 16 dicembre presso la sala Giovanni Paolo II di fronte ad un numeroso pubblico. Il vincitore era assente, per un motivo molto semplice: è attualmente detenuto presso il carcere Due Palazzi di Padova, dove giovedì 21 dicembre, nel corso di una cerimonia emozionante, gli è stato consegnato il riconoscimento da una delegazione di cui facevano parte il sindaco Cristian Bottaro, l'assessore alla cultura Federica Carraro e la giuria, composta dal presidente Florindo Zabbeo, ex alunno di Silvano Belloni e a sua volta insegnante e preside, da Nicoletta Masetto, giornalista, e da Martina Mazzaro, studentessa universitaria, referente del comune di Villanova per "Il Camposampierese". Erano inoltre presenti Ornella e Rossella Favero e Angelo Ferrarini, che all'interno del carcere si occupano di promuovere attività educative rivolte ai detenuti.

«L’incontro con Angelo e altri detenuti è stato un’esperienza personale e umana molto forte – commenta l’assessore alla cultura Federica Carraro -. L’idea che il Premio Belloni sia giunto anche in questi luoghi è una conquista della cultura che, in questo caso, ha dato voce a tutti, anche ai detenuti. Si tratta di una testimonianza importante che permette a ciascuno di noi di riflettere sull’importanza della libertà data dal rispetto delle regole e dal senso civico».

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