Enrico Tommasini su podio all’interregionale di Cesena

La ginnastica artistica? No, non è uno sport individuale. E' una disciplina che prevede una preparazione di gruppo molto importante, il sostegno reciproco, il migliorarsi a vicenda. Una sfida continua non solo contro se stessi, ma anche verso gli attrezzi con cui si svolgono gli esercizi. “Riuscirò a cadere correttamente?”, “Gli anelli mi aiuteranno ad avere una buona presa?” o ancora “La trave mi vedrà sempre in equilibrio?”. Un’attività che richiede una ottima preparazione fisica, ma anche grande concentrazione e conoscenza del proprio corpo. E’ al mondo della ginnastica artistica che Enrico Tommasini, diciannovenne di Villanova di Camposampiero, si è dedicato sin da piccolissimo e che oggi, a ben undici anni dal primo salto, può godere di importanti risultati a livello regionale e nazionale. L’ultimo terzo podio a Cesena, conquistato lo scorso sabato 21 novembre, dimostra che gli sforzi e l’amore verso lo sport che si pratica, portano sempre a degli ottimi risultati. 

Enrico, dopo undici anni di allenamento e gare, è arrivata la fase interregionale a Cesena. In cosa consiste questo campionato?

Si tratta della fase interregionale (Nordest) del campionato di categoria senior, che consiste nell'esecuzione di un esercizio per tutte e sei le discipline, quindi corpo libero, cavallo con maniglie, anelli, volteggio, parallele e sbarra. A causa di qualche errore abbastanza grave mi sono qualificato terzo, a soli due punti dal primo classificato.

Qual è stato l’esercizio che ti ha fatto guadagnare più punti e quello, invece, che ti ha visto in difficoltà?

Il punteggio più alto lo devo al mio esercizio agli anelli, mentre il punteggio più basso alla sbarra per via di una caduta, che nella ginnastica è l’errore più grave che si possa commettere.

Che emozione provi quando affronti una competizione, quando vedi tutti i tuoi sforzi ripagati?

Questa gara non è stata una delle migliori poiché tre cadute sono errori che non possono passare inosservati. Nonostante ciò sono soddisfatto perché rispetto all'anno scorso ho inserito nuovi movimenti, aumentando perciò il punteggio di partenza dei miei esercizi. Già questo, al di là del risultato, è un grande traguardo, una vera soddisfazione nel vedere i miei sforzi ripagati.

Qual è il tuo prossimo obiettivo?

Il prossimo obiettivo è la finale nazionale. In questi giorni cercherò di perfezionare i miei esercizi per dare il meglio e ottenere un buon piazzamento.

Una passione nata quando eri piccolissimo nella palestra in cui ti allenavi assieme ad Elèna, tua sorella gemella.

Ero in seconda elementare. Ricordo che, al tempo, volevo giocare a calcio, lo sport praticato dalla maggioranza dei miei amici. Nonostante ciò, i miei genitori mi hanno convinto a provare questa disciplina che credevo fosse per le “femminuccie”, con tanto di balletti e cose simili… Devo dire che dopo la prima lezione mi sono dovuto ricredere. Penso sia, tra tutti, lo sport più completo e difficile e, allo stesso tempo, si dimostra anche il più spettacolare.

Elèna, quando anche tu praticavi questa disciplina assieme ad Enrico, si parlava dei “gemelli campioni di ginnastica artistica”. Sei la persona che, atleticamente parlando, è cresciuta con lui e ora, forse, anche la sua più grande fan.

La ginnastica artistica è uno sport che entrambi amiamo e che ci ha unito ancora di più. Dopo quattro anni di nuoto, abbiamo provato questa disciplina e ce ne siamo innamorati. Abbiamo sempre frequentato molto volentieri i corsi. I sacrifici, ahimè, sono stati tanti: mente i nostri coetanei si trovavano a casa di amici a giocare e a passare il tempo libero, noi spesso dovevamo rinunciare perché la palestra ci attendeva. In cambio, però, abbiamo avuto molte soddisfazioni: insieme ci facevamo il tifo, ci davamo forza. Quando vado a vedere mio fratello alle gare, funziona in questo modo: se va bene l’esercizio, esulto con lui, se vedo che sbaglia e che questo, per Enrico, diventa un motivo di sofferenza, sto male assieme a lui. So cosa vuol dire allenarsi così tanto e, magari, sul più bello sbagliare. Ma, indipendentemente dal risultato, sono molto fiera di lui.

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