Spettacoli, testimonianze, mostre nella rassegna organizzata dagli assessorati alla cultura

Se il valore della memoria è importante, tuttavia non è indifferente il modo in cui si ricorda.   
Nella rassegna “Memoriae”, organizzata dagli assessorati alla cultura del Camposampierese per commemorare il “Giorno della Memoria”, ed il “Giorno del Ricordo” che celebrano, rispettivamente, la tragedia immane della Shoah e le drammatiche vicende degli esuli istriani, dalmati e giuliani, è proprio la consapevolezza della diversità delle due ricorrenze, accomunate dall’importanza del “non dimenticare”, ad aver suggerito di promuoverle evidenziando tale differenza, anche graficamente.
E’ la testimonianza e non la retorica della celebrazione ad accomunare episodi storici così diversi.
Sedici gli appuntamenti della rassegna che prenderà il via il mercoledì 13 Gennaio, alle  20.30,  in sala consiliare a Piombino Dese con la conferenza “Oggettività come antefatto figurativo al nazionalsocialismo”, a cura di Maddalena De Lazzari e Stefano De Grandis e si concluderà il 12 Febbraio, con lo spettacolo teatrale “La Cisterna”, portato in scena da “Il Gruppo del Lelio”, una rappresentazione lucida di come spesso l’odio venne generato dal nazionalismo, in quel caso croato, al di là e al di sopra dei rapporti tra le etnie e tra la gente comune.
Nel mezzo altri quattordici appuntamenti, accomunati dal valore del ricordo e della testimonianza.
Un programma, quello di Memoriae, in cui, per un mese, spettacoli, conferenze, proiezioni, mostre, approfondimenti riaccenderanno i riflettori sui tragici episodi di intolleranza ed odio razziale che contraddistinsero tristemente il Novecento.
Non mancano nella rassegna riferimenti ad altre tragedie, oltre alla Shoah ed alle persecuzioni titine, causate dall’odio razziale e dalla persecuzione politica che caratterizzarono tristemente il “secolo breve”, quali il genocidio degli Armeni o i “desapareicidos” durante il regime militare argentino. 
Paradigmatica in questo senso la testimonianza di Vera Vigevani Jarach, la cui famiglia, a distanza di decenni ha dovuto subire una duplice persecuzione, razziale e politica.  
“Questa rassegna - sottolineano gli assessori alla cultura - in una fase storica in cui il fondamentalismo religioso di matrice islamica fomenta l’odio e mette in pericolo la convivenza civile, assume una rilevanza ancora maggiore se si pensa al valore universale e sempre attuale di iniziative che invitano i giovani e la società a riflettere ed a ricordare tragedie insensate affinché non abbiano a ripetersi”.

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