Viaggi e miraggi. Parla Maurizio Mattiuzza: “La poesia, un regalo bellissimo della vita”

Il primo evento aperto al pubblico della prima edizione della rassegna internazionale della cultura e del libro “Migrazioni. Viaggi e miraggi”, ha avuto come protagonista, nella libreria Costeniero di Camposampiero, il poeta e scrittore friulano Maurizio Mattiuzza per la presentazione del libro vincitore del Premio Colline di Torino 2014 “La donna del chiosco sul Po” edizione La Vita Felice.
“Quando ho iniziato a lavorare in poesia – ha detto l'autore – mi ha preoccupato molto vedere che la poesia fosse considerata spesso un genere inavvicinabile dal lettore di prosa, o di quello del giornale, che legge, ma che ritiene la poesia una cosa che non si può affrontare. Credo invece che la poesia sia un regalo bellissimo che la vita ci fa, indipendentemente da scriverla, leggerla o ascoltarla. E' una cosa che esiste a prescindere da noi, esiste come esistono gli alberi, la luce”.
Il suo lavoro ha sempre incrociato la musica, grazie a musicisti che ne hanno voluto accompagnare i testi. “Dai musicisti ho imparato molto – ha sottolineato - ho imparato la tensione comunicativa, perchè il musicista vuole parlare con le persone e credo che sia questo quello che un poeta può cercare di fare. Credo ci siano delle cose da dire, oggi più che mai – ha detto - e la poesia può candidarsi a farlo attraverso una chiave di inquietudine dolce e, attraverso la lente del linguaggio, radicare dentro di noi un'emozione per farci riflettere”.
Con la poesia, l'autore, racconta delle storie, storie di vita colme di carica emotiva. “Mi sta a cuore raccontare la vita delle persone – ha detto - perchè le persone le incontri ogni giorno e mi piace mettermi in ascolto. La poesia a volte nasce da sola, alcune volte si ascoltano delle cose che, cambiando una parola, sono già un verso. A volte le persone parlano in poesia senza rendersene conto e il mio lavoro è togliere quella parola in più, cambiarla e trovare la chiave d'accesso per queste storie. Mi sono sempre sentito un raccoglitore di storie che esistevano già”.
Come la poesia di quella donna sul chiosco del Po, che dà il titolo al libro, e che è la sintesi di una donna che è esistita davvero. Una contadina che lavorava la terra con i suoi stivali di gomma e sognava il posto in una fabbrica.

La donna del chiosco sul Po

Devo decidermi dico
lasciar passare e non temere l’urto,
i sassi, scorrere giù la vita quasi fosse
di nuovo il tempo di perdere approdi
per rivedermi piccolo verso il ‘70
in quella gita al mare passando per Ariano
come mi sembrava strano
il ponte stretto sulla foce
il giallo della luce, io, di montagna
non c’ero abituato
tutto quel fango, i canneti,
le urla dei camionisti,
la donna che vendeva angurie
alla fretta dei turisti, ma intanto
sognava di lasciare i campi
per la fabbrica lì accanto
e non capiva
gli operai col posto fisso
a scioperare da dietro quel portone
impaurita dall’acqua, dentro ai suoi
stivali in gomma, alle rughe
di tutta una vita da contadina
lei, come me, allora non poteva
non riusciva a immaginarsi
portata via
da una piena più larga
di quella del Po.

La rassegna è organizzata da Città di Camposampiero, Associazione culturale Dialogo, Circolo Auser di Camposampiero, Istituto di Istruzione Superiore Newton, Associazione Veneti nel Mondo, Libreria Costeniero, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Parini e l’Ordine dei Giornalisti del Veneto. La rassegna si concluderà sabato 16 aprile, con il convegno nazionale di studi “Veneto terra di migranti”, che vede la partecipazione dei giornalisti Alberto Sinigaglia e Francesco Jori, di Emilio Franzina (Università di Verona), Francesco De Nicola (Università di Genova) e Gualtiero De Santi (Università di Urbino). Il convegno è riconosciuto dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto quale corso d’aggiornamento per gli iscritti all’albo.

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