Maccarrone: «Gli aspetti organizzativi e funzionali vanno in parte rivisti»

Passaggio di consegne, il 1. Gennaio 2017, alla presidenza della Federazione dei Comuni del Camposampierese. A Giovanna Novello, sindaco di Borgoricco, subentra Katia Maccarrone, dal 2014 primo cittadino di Camposampiero. 54 anni, insegnante, Katia Maccarrone è stata per tre legislature consigliere comunale di Camposampiero. “Il Camposampierese” le ha intervistate, per un bilancio di un’annata difficile e di un futuro carico di incognite, ma anche di opportunità.

Katia Maccarone, con quale spirito assume la Presidenza della Federazione?
Ho sempre creduto nell’Unione dei Comuni come importante strumento di collaborazione, di gestione dei servizi, di promozione del territorio del camposampierese. Chi ha dato vita a questa esperienza più di quindici anni fa, quando le unioni erano una novità che si affacciava per la prima volta nel panorama normativo del nostro paese, ha avuto coraggio e lungimiranza. Ha dato avvio ad un primo nucleo di comuni che nel tempo si è allargato, fino a raggiungere le dimensioni della nostra attuale Federazione del camposampierese, con 11 comuni e 100.000 abitanti. Oggi, infatti, ha poco senso immaginare di gestire in proprio, nel chiuso del proprio comune, l’attività amministrativa e sempre di più è strategico unire le forze per garantire risposte efficaci nei servizi e nelle politiche di rilancio del territorio.
Con questo spirito di fiducia e convinzione, mi appresto a mettere a disposizione il mio contributo, pur nella consapevolezza delle difficoltà da affrontare. Quali sono le criticità che eredita?
Recuperare progettualità a lungo termine, mantenendo allo stesso tempo ben saldi i piedi per terra. Queste sono i due ambiti in cui riprendere il nostro lavoro, dopo aver vissuto un anno davvero difficile. Gli aspetti organizzativi e funzionali vanno in parte rivisti e adeguati, con il coraggio di fare le scelte necessarie per una migliore efficienza, ma gli obiettivi rimangono quelli di sempre. Il problema è anche quello di conseguire una maggior consapevolezza e conoscenza di quanto ha fatto ed ha rappresentato in questi anni la Federazione dei Comuni. Tutto è perfettibile e migliorabile, ma chi strumentalizza gli aspetti critici si assume una grossa responsabilità. Oggi la Federazione gestisce per i Comuni importanti funzioni, Polizia Locale, Protezione Civile, Gestione del personale, Polo ICT per l’informatica, Turismo. Molti sono stati anche i contributi ottenuti negli anni dal nostro territorio grazie a bandi a cui si è partecipato con la Federazione quale capofila. La norma spinge verso la condivisione di ulteriori servizi e ci sono realtà che stanno avanzando in questo. Dobbiamo riprendere fiducia e capacità di innovarci perché nel mondo attuale rimanere fermi significa tornare indietro.
E le opportunità che vorrebbe cogliere?
Le crisi possono essere elle grandi opportunità. Se sapremo cogliere questo momento per costruire una nuova condivisione avremo ottenuto un risultato importante. I cittadini in questi anni hanno maturato un senso di appartenenza a questo territorio, anche vivendo esperienze comuni, da quelle sportive a quelle legate al turismo, al nostro patrimonio ambientale e culturale. Dobbiamo ripartire dalle ragioni dello stare insieme, da ciò che ci unisce. In questi anni si è lavorato anche collaborando con le nostre attività economiche, le aziende, il mondo produttivo, in tutti i suoi settori, le scuole. Lo strumento dell’Ipa, Intesa Programmatica d’Area, è servito a questo. Penso che anche queste realtà abbiano verso di noi l’aspettativa che questo impegno si rinnovi e produca risultati in un tempo che è ancora difficile per tutti.
Le difficoltà incontrate in questi mesi consigliano di ripensare al modello di Federazione? Quali correttivi potrebbero essere utili?
I cambiamenti andranno affrontati con calma e ponderando bene le soluzioni. La prima cosa sarà mettere in sicurezza la gestione dei servizi, dando attuazione al piano di ristrutturazione della società strumentale Asi. Nel tempo si valuterà il futuro di questa realtà anche alla luce delle nuove norme sulle società partecipate e delle migliori opportunità che saranno individuate. Andrà rafforzato il coordinamento tra la struttura della Federazione e quella dei Comuni, perché ci sia sinergia e collaborazione. I nostri comuni devono fare i conti con riduzioni di risorse e di personale (aspetto questo che sta diventando sempre più problematico) e con notevoli complessità di procedure. La Federazione deve essere un aiuto e un supporto strategico. Centrale sarà il ruolo dei dipendenti che operano a tutti i livelli, Federazione, Comuni, Asi. A tutti loro va un ringraziamento per quanto fanno ogni giorno con professionalità e dedizione, a servizio delle nostre comunità.
Quali rischi teme per il futuro del nostro ospedale, nell’ambito della nuova Ulss provinciale?
Il rischio è quello di essere periferia del regno, cioè di veder indebolite le realtà positive che caratterizzano il Pietro Cosma e si pongono a livelli di eccellenza, attraendo utenza. Penso al settore materno infantile, con ostetricia-ginecologia, pediatria e patologia neonatale; penso all’oculistica, all’urologia, alla chirurgia robotica... L’ortopedia è in crescita, con la prospettiva di attivazione di un Cto che speriamo sarà attivato. Va difesa anche la nostra cardiologia. Non dobbiamo correre il rischio di perdere professionalità altamente qualificate che oggi operano nel nostro presidio. Vanno al più presto rinnovati i primariati vacanti.
Quali iniziative i sindaci potrebbero assumere per difendere i livelli essenziali del Pietro Cosma?
La conferenza dei sindaci avrà un ruolo ridotto, si occuperà principalmente del sociale, tema importantissimo che richiederà risorse sempre maggiori, non sempre sostenibili per i nostri bilanci. Il sanitario tende ad essere centralizzato dalla riforma, per questo sarà importante che i sindaci mantengano una conoscenza di quanto avviene all’interno dell’ospedale e soprattutto mettano in atto della azioni coordinate su questi temi, nella convinzione che l’Ospedale è un bene comune di eccezionale importanza per il nostro territorio.

Tags: Katia Maccarrone