Il gioco è cultura. Giornata Internazionale del Gioco in Biblioteca

Sabato 19 novembre la Giornata Internazionale del Gioco in Biblioteca (International Games Day@your library ) sbarca a Borgoricco. Dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19 adulti e bambini potranno cimentarsi in vari giochi da tavola, di ruolo e di carte dai più tradizionali alle ultime novità. Presenti dei volontari che illustreranno le regole del gioco.  Molteplici le finalità di tale iniziativa volte a favorire l’immagine della biblioteca come luogo di aggregazione attraendo nuovi utenti, stimolando l’immaginazione, la creatività e mostrando le potenzialità di apprendimento del gioco.
"Le Biblioteche del ventunesimo secolo non sono solo libri ma luoghi dove generazioni diverse possono incontrarsi e stare assieme, con la mediazione delle attività di gioco organizzate per l’occasione”, affermano gli organizzatori della giornata.
L'evento, nato nel 2008 dalla volontà dell’American Library Association, si è diffuso a macchia d’olio incrementando, anno dopo anno, il numero di adesione e di partecipanti. Aderiscono, attualmente, 57 biblioteche italiane e oltre 1500 sparse nel mondo. 13 Sono venete, tra le quali la Biblioteca Comunale di Campodarsego, Camposampiero, Massanzago, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle e Villanova di Camposampiero.
Il gruppo IGD Italia è composto da quattro bibliotecari: Francesco Mazzetta, bibliotecario a Fiorenzuola d’Arda (PC), referente del gruppo all’interno dell’Associazione Italiana Biblioteche, autore del libro La biblioteca in gioco (Bibliografica, 2013), Debora Mapelli, bibliotecaria presso CUBI (biblioteche dell’Est milanese e Brianza) e Champion di CoderdojoBrianza, Alberto Raimondi, referente e sviluppatore del progetto “Gaming in biblioteca” per CSBNO, biblioteche del Nord-Ovest milanese e Daniele Brunello, bibliotecario coordinatore progetto “La biblioteca…in gioco” presso la biblioteca di Borgoricco.

Daniele, nell’immaginario collettivo, la biblioteca è un luogo silenzioso, utilizzato per studiare e non certo per giocare e divertirsi. Perché secondo te le cose stanno cambiando?
Beh innanzitutto ci sono biblioteche e biblioteche: le biblioteche di pubblica lettura sono luoghi che devono essere “vissuti” dalla comunità e non tenuti come delle “bomboniere”. La società sta cambiando e si stanno evolvendo i bisogni delle persone. Ecco perchè le biblioteche devono fare qualcosa per restare al passo per continuare a svolgere le loro funzioni principali. Basti pensare che fino a qualche anno fa, sembrava strano trovare dei dvd in biblioteca, ora è una cosa abbastanza normale.

Si può definire il gioco cultura?
Direi assolutamente sì, senza ombra di dubbio. Per chi snobba un po’ il mondo dei giochi, considerandoli indegni di poter stare in una collezione di una biblioteca, posso assicurare che ci sono giochi più meritevoli di certe pubblicazioni. Come in un libro, anche nei giochi possiamo trovare delle similitudini: ci sono degli autori che hanno inventato il gioco, ci sono degli editori che lo hanno pubblicato, c’è una storia che contestualizza e lega il tutto (ad eccezioni dei giochi astratti), e spesso e volentieri essi possono essere letti e giocati a più livelli di approfondimento. Un altro aspetto fondamentale sono le relazioni che si instaurano tra i giocatori. Inoltre vi sono riferimenti a fatti storici, alla scienza, a celebri libri o racconti, o ad aspetti culturali e di vita quotidiana. Per cui assolutamente sì, i giochi sono cultura, senza avere nulla da invidiare ai libri.

A Borgoricco non saranno presenti ma, tra i giochi che le biblioteche metteranno a disposizione, ci sono anche i videogiochi. Amati dai giovani, molto contestati e screditati dall’informazione e dagli adulti, sono così “pericolosi”?
I videogames, così come i giochi, sono degli strumenti e dipende sempre da come vengono usati. Il videogioco è un mezzo artistico d’espressione e un’opera multimediale interattiva costituito da chiare regole e con uno scopo ben preciso. Se presentati e usati nel giusto modo, sono delle ottime occasioni per coinvolgere i giovani e fargli imparare anche delle cose utili divertendosi. Un esempio tra tutti: molti gamers hanno imparato una lingua straniera proprio giocando e interagendo con persone dislocate in giro per il mondo.

Pensando al gioco si associa l’idea di bambino e di ragazzo. Anche questo stereotipo è da sfatare in quanto molti adulti si cimentano in giochi da tavolo, videogiochi, giochi di carte collezionabili ecc. L’evento di sabato 19 è, infatti, aperto anche a loro. Cosa diresti alle persone che non hanno mai giocato per invitarli a provare?
Direi che li capisco benissimo, anche perché fino a poco tempo fa ero anch’io scettico, ma spesso sono i pregiudizi che ci impediscono di vedere delle cose spesso ovvie. Il gioco è uno strumento potentissimo che riesce ad aggregare le persone più diverse, in modo intelligente, stimolante e divertente. Associare il gioco ai bambini è un modo per evitare di mettersi in gioco, per paura di far brutta figura, di mostrare di non essere in grado di far qualcosa. Il gioco, invece, deve essere un momento di libertà: per mezz’ora o più si stacca la spina, si entra in un nuovo contesto e si gioca usando le proprie capacità, imparando cose nuove, facendo esercizio per il cervello, talvolta collaborando, conoscendo nuove persone e soprattutto divertendosi. Ci sono giochi per bambini, ma ci sono anche molti giochi per i più grandi, un po’ per tutti i gusti! L’unico modo per scoprire se un gioco è quello giusto per noi, è provarlo: per questo vi aspettiamo!

Per Informazioni:

Iniziativa nazionale  https://internationalgamesdayitalia.wordpress.com/about/
Per le iniziative a livello locale rivolgersi alla Biblioteca di riferimento.

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