Horizontal Metropolis. Il Camposampierese alla Biennale architettura di Venezia

E’ stata inaugurata da pochi giorni e rimarrà all’isola di Certosa fino al 27 novembre prossimo la mostra “Horizontal Metropolis”, curata dalla professoressa Paola Viganò e presentata alla Biennale di Architettura di Venezia come evento collaterale. Il progetto è stato promosso da Archizoom, l’Ecole Poyrechnique Fédérale di Losanna con Martina Barcelloni Corte, Chiara Cavalieri, Marine Durand, Tommaso Pietropolli, Roberto Sega e Qinyi Zhang.
Il titolo accomuna due termini apparentemente contradditori: la “Metropoli”, emblema di centralità, densità, verticalità, luogo gerarchicamente organizzato e “l’Orizzontalità”, propria di una condizione urbana diffusa, a bassa densità, isotropa, fatta di relazioni e complementarietà nelle quale centro e periferia spesso si confondono.
Contrariamente al pensiero comune che vede, nella dispersione urbana, solamente un fenomeno da contrastare, la mostra “Metropoli Orizzontali” propone il sistema insediativo della “città diffusa”, quale punto di partenza per un progetto sostenibile ed innovativo di città.
Sotto questa lente vengono analizzati alcuni casi emblematici mettendo in evidenza differenze e similitudini di territori molto distanti tra loro, tra i quali l’area a sud-ovest di Shanghai, la periferia di Losanna, l’area metropolitana di Boston e per l’appunto, il Camposampierese, al centro della nuova area metropolitana del Veneto Centrale.
La mostra indaga, attraverso grandi plastici, proiezioni da droni, interviste dei vari attori del territorio, le diverse Metropoli Orizzontali, con l’eterogeneità dei paesaggi, tradizioni, stili di vita degli abitanti, le questioni energetiche, ecologiche e sociali. Esplora quindi, in un progetto radicale, scenari e strategie per il riciclaggio e la riqualificazione di vaste città-territorio.
L’ipotesi è che questa “tipologia di città”, forse ancor più della città tradizionale, possa avere le potenzialità per rigenerarsi al proprio interno, grazie all’orizzontalità dei sistemi del costruito, delle infrastrutture e delle relazioni, l’accessibilità diffusa, all’uso ibrido del territorio, caratteristiche in grado di generare spazi di qualità ed ecologicamente più efficienti.
Tra gli intervistati, per il Camposampierese, anche in seguito alla continua e proficua collaborazione che si è istaurata da diversi anni, tra la Federazione e la professoressa Viganò, è presente l’architetto Flavio Cariali, responsabile dell’Ufficio di Piano, con il quale, tra gli altri aspetti, viene affrontato il progetto denominato “Urbs in Horto”, oggetto di approfondimento anche all’interno del percorso programmatico d’area Camp 2020. Un progetto di riciclo della città diffusa che, partendo proprio dalle caratteristiche prevalentemente produttive della stessa, sia agricole che manifatturiere, mira a rendere quest’area più attrattiva, coinvolgente e sostenibile nel lungo periodo
Oltre alla mostra, sono previsti diversi tavoli di approfondimento e confronto, ai quali il prossimo 19 giugno saranno presenti il Direttore della Federazione dei Comuni del Camposampierese Luciano Gallo e lo stesso Flavio Cariali.

Categorie: Camp2020 Territorio
Tags: metropoli diffusa|Biennale Architettura|Paola Viganò