Una riflessione su vita e morte nel libro della psicologa Gianella Girotto

Come vogliamo arrivare all'ultimo respiro, quell'attimo che dura dalla nascita alla morte? A indurre a riflettere sul vivere e sul morire è la psicologa psicoterapeuta Gianella Girotto che, dopo aver accompagnato molte persone nel tempo che precede la morte per un tratto di vita a volte brevissimo, a volte più lungo, ha pubblicato il libro "Vivere fino all'ultimo respiro" per Edizioni Creativa.
Siamo solo un corpo o siamo qualcosa di più? Cosa rimane dopo la morte? Come si è evoluto il concetto di morte? Siamo soliti pensare alla morte come un evento che ci coglie di sorpresa e quando accade riguarda sempre gli altri, invece la morte ci riguarda molto da vicino e negare la sua esistenza aiuta solo a mantenere un irreale distacco che produce una separazione da sé e dagli altri, per questo la società attuale dovrebbe riappropriarsi del significato della morte che oggi potremmo definire negato, in particolare nei giovani. Bisogna partire dal presupposto che siamo tutti morenti ed è quindi importante scegliere come e dove vogliamo trascorrere il tempo che ci separa dalla morte, evitando nei confronti della morte quell'atteggiamento da congiura del silenzio. Si sa che dobbiamo morire, allora parliamone. Allora leggiamone.
L'opera conduce il lettore a porsi domande sul tema della vita e della morte prendendo spunto da considerazioni spirituali, religiose, etiche, filosofiche e mediche, ma non solo. Dopo un excursus storico sulla morte in occidente e su come la morte era molto presente nei pensieri dell'antichità, l'autrice ha analizzato chi è l'essere umano, al di là di del corpo che lo appartiene, chi è il morente e l'importanza del perdono nella fase che precede il morire, concludendo con il punto di vista del terapeuta.
Gianella Girotto vive e lavora nel nostro territorio. Per molti anni si è occupata di morenti e delle loro famiglie, conduce percorsi si accompagnamento al perdono con l'associazione Il soffio. E' fra i soci fondatori dell'associazione Jenny for life che si occupa del sostegno alle attività socio-sanitarie rivolte ai pazienti terminali e alle loro famiglie. Ha pubblicato il saggio "La grazia del perdono" con Dissensi Edizioni.

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