Camp2020. I progetti per un nuovo patto sociale e generazionale

E’ rivolto a tutte le generazioni, ma in modo particolare ai giovani, il terzo gruppo di lavoro istituito nell’ambito di Camp 2020. Nella definizione del percorso verso la creazione di un’agenda per la crescita del Camposampierese, i progetti che saranno elaborati da questo tavolo puntano a creare dei ponti tra generazioni, ma anche tra scuola e mondo del lavoro. Ne parla la coordinatrice del tavolo “Nuovo patto sociale e generazionale”, Chiara Bragagnolo.

Il tavolo 3 aveva il compito di lavorare sui temi della formazione, del lavoro e dell’istruzione. Il lavoro ha coinvolto attivamente tutti i presenti, rappresentanti di enti diversi che, pur nei diversi ruoli, hanno condiviso proposte e obiettivi che possiamo definire quindi trasversali. Possiamo distinguere tra questi alcune aree:

  • Progetti che facilitino l’inserimento lavorativo dei giovani, che permettano di coniugare lavoro e studio universitario, ma che prevedano anche un affiancamento formativo in azienda per la trasmissione di competenze tra lavoratori vicini alla pensione e giovani inseriti in azienda. In quest’ambito si rileva anche la necessità di promuovere l’imprenditoria giovanile, attraverso la creazione di spazi di coworking e promozione di nuova impresa.
  • Progetti formativi rivolti ai ragazzi, per prepararli, in termini di acquisizione di competenze trasversali, abilità pratico-operative e conoscenza del territorio, a muoversi in autonomia al termine del percorso formativo. Questi potranno declinarsi in laboratori formativi realizzati in collaborazione con artigiani pensionati, progetti di orientamento scolastico da realizzarsi lungo tutto l’arco del periodo formativo, per la prevenzione della dispersione scolastica e l’educazione alla scelta, nonché percorsi di incontro e conoscenza del mondo imprenditoriale attraverso simulazioni di impresa e la creazione di micro-imprese.
  • Scuole e tecnologie: aumentare la familiarità e l’uso delle tecnologie informatiche a scuola, sia su un piano formativo rivolto ai ragazzi, sia su un piano strutturale (informatizzazione delle segreterie per la comunicazione inter-istituzionale).
  • Scuole dell’infanzia. Qualificazione delle scuole dell’infanzia, dal punto di vista dell’offerta formativa, e miglioramento gestionale.
  • Reti di solidarietà. Potenziare l’organizzazione di una rete di solidarietà tra genitori, attraverso l’incontro e lo scambio tra bisogni e risorse (andare a prendere i figli a scuola, babysitting comune, …).

Chiara Bragagnolo
 

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