Camp 2020. “La valle delle opportunità per tutti”

Inclusività e welfare sono i temi centrali del gruppo di lavoro 4 di Camp 2020, denominato “La valle delle opportunità per tutti”. Allo studio dei tavolo, progetti che facciano di questi temi non più soltanto spunti per interventi di supporto, ma elementi strategici per lo sviluppo del territorio. Ne parla la coordinatrice del gruppo, Alda Bordignon.

A conclusione del percorso formativo Camp 2020, esperienza di estremo interesse, è giunto il momento di mettersi al tavolo e progettare. La spinta è duplice; essere un territorio continuamente in movimento e aperto alle occasioni di sviluppo e progresso, da un lato. Farsi trovare pronti nel momento nodale di erogazione dei finanziamenti all’uopo stanziati, dall’altro.
Pertanto è proprio all’interno di un processo di lettura della realtà territoriale e dei suoi bisogni, nel momento in cui si gettano le basi per una nuova stagione di costruzione dell’identità del Camposampierese, che si apre questo momento operativo di progettazione.
Cinque sono i tavoli tematici individuati quali linee direttrici di approfondimento, uno dei quali è interamente dedicato all’inclusione ed al Welfare.
Considero questo tavolo altamente strategico per lo sviluppo del territorio; le questioni sociali, in un territorio ricco e laborioso come il nostro, sono state sempre relegate ad un ruolo secondario quando si trattava di parlare di crescita e di sviluppo.
Ed invece oggi appare fortissimo l’impatto che tali temi hanno sulle persone: Il fenomeno immigratorio e la costante oscillazione tra integrazione e rifiuto, il disorientamento derivato dalla forte crisi economica, e lo sfilacciarsi delle relazioni e dei legami familiari così come tradizionalmente concepiti, ha generato nuove inquietudini nelle persone che faticano a reggere i ritmi e la richiesta sempre più alta dettata dalla complessità e dalla contemporanea frammentazione che caratterizza questo tempo.
Da un lato, il modello erogativo del welfare state è destinato a franare sotto il peso della burocratizzazione e dell’ipertrofia della domanda. Dall’altro, nasce forte il desiderio di vivere in un luogo sicuro, accogliente, ove nutrirsi di relazioni autentiche. Vi è un nuovo bisogno di abitare, fatto non solo di edifici, ma di luoghi relazionali.
Vi è un bisogno di tornare al fare, inteso come costruire, aggiustare, dove il recupero per i ragazzi di questi saperi diventi occasione formativa, costruzione di identità adulte capaci di un vivere intelligente ed equilibrato in questo nuovo millennio apparentemente troppo pieno e troppo vuoto.
Allora quale Welfare è oggi possibile? Come vorrei il mio tempo ed il mio territorio e cosa sono disposto a fare per contribuire alla costruzione di questo tempo nuovo?
Non ogni bisogno può rappresentare un diritto individuale colmato da un servizio pubblico; è il tempo della co-costruzione di esperienze di valore in un’ottica di generatività, ove l’attore pubblico è partner o facilitatore di una rete inedita di attori spesso informali. Ciò che potrà fare davvero la differenza per tornare a ben-vivere e ben-essere saranno esperienze di cittadinanza attiva dove si muovono energie nuove, prima sopite, nell’ottica del NOI.
Questo è il quadro di senso in cui si stanno muovendo i cantieri progettuali per l’inclusività nel Camposampierese: non solo interventi sociali di supporto, ma un vero e proprio cambio di paradigma concettuale.

Alda Bordignon
 

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