L’orribile fine di Mara Maccagnan nella sua auto in fiamme

Il fumo che esce dal garage, l’ultima chiamata al figlio. Una storia tragica dagli sviluppi ancora incerti, quella di Mara Maccagnan, la sessantanovenne di Villanova di Camposampiero che lo scorso lunedì ha perso la vita. “Se puoi non tornare per pranzo, devo fare delle commissioni fuori”: queste le parole pronunciate al telefono al figlio Remigio Denis Bordoni, prima della strage. E’ stata l’auto in fiamme, posteggiata nel garage della proprietà in via Cavin Caselle, ad aver catturato l’attenzione del vicino Renato Malvestio, che dopo aver chiamato i soccorsi si è precipitato fuori dal box auto cercando, invano, una risposta dalla signora Maccagnan. Il vetro rotto, nel tentativo disperato di trovare ancora la donna sana e salva dentro casa, ma un unico suono: quello delle fiamme. E’ stato l’intervento dei Viglili del Fuoco a dare la prima risposta. Dopo aver calmato l’incendio, la scoperta scioccante: un corpo scuro, simile ad un manichino, era ancora seduto sul sedile del guidatore con il piede fermo sopra l’acceleratore. Un corpo ormai irriconoscibile, quello di Mara Maccagnan, vittima forse di un malore e del surriscaldamento del motore, su di giri, dell’utilitaria. Nessun apparente tentativo di fuggire, nessun altro innesco ad aver accelerato lo sviluppo delle fiamme. Solo i medici legali sapranno dare delle risposte, per unire quei tasselli che, ora, rimangono scomposti come un puzzle. Una donna conosciuta e ben voluta alla frazione di Murelle dove da anni viveva: «Una grande disgrazia – dichiarano il sindaco Cristian Bottaro e la sua vice Elena Pagetta, giunti sul posto dopo l’allarme – siamo dispiaciuti per l’atroce morte della nostra compaesana. L’amministrazione è vicino ai figli».

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